LA FILOSOFIA

May 23, 2016

Perché una barca ecologica? … E perché non di legno?

Ci sarebbero solidi argomenti per decidersi ad un tale passo, dimostrazioni scientifiche inoppugnabili, calcoli, verifiche, esperienze, ma la verità è che non è questo che determina la scelta.

Si può conoscere il legno, sapere come si costruivano le barche nel passato e come si costruiscono adesso, si può essere in grado di prevedere cosa farà negli anni quell’essenza segata in quel modo ed incollata con quella colla. Sapienza razionale che può venire utile in cantiere, ma che non spiega il motivo per cui un uomo contemporaneo sceglie di navigare su una barca fatta della sostanza più antica del pianeta. La ragione viene dopo, prima c’è un ineffabile moto dell’anima, qualcosa come ciò che accade quando guardi una persona e senti che non puoi vivere senza quella e solo quella. Così è la barca di legno. Se non ti interessa, nessun argomento razionale ti indurrà a fartela piacere. Se la ami, la ami perdutamente.

E tuttavia un piccolo cruccio affligge gli amanti: il gran uso di chimica che si fa nelle moderne costruzioni in legno. Poiché è inammissibile tenere insieme una barca con gli antichi chiodi, lo scafo contemporaneo è fatto con colle efficacissime, ma che per certi aspetti, lo rendono malinconicamente simile a quello in composito. Ineluttabile? Non è detto!

Le strutture in lamelle di legno incollate sono nate in aviazione nel secolo scorso. Eccellenti risultati si erano ottenuti, ben prima che esistesse l’epossidico, con giunzioni a base di un derivato del latte, la caseina. Poi la chimica ha travolto quel sistema e le conoscenze sono state dimenticate dai più. Non però da tutti, al CNR-IVALSA (Istituto Valorizzazione Specie Arboree) sono andati avanti ed ora dispongono della tecnologia per una barca navigante incollata col “formaggio” e con altri innovativi metodi di giunzione perfettamente ecologici. Per completare il quadro va detto che si escluderebbe l’uso di legni esotici, impiegando solo essenze a “chilometro zero”. Ovviamente il motore sarebbe elettrico ed ogni modo di ricavare energia, dal sole e dal vento, verrebbe imbarcato.

Navigheremo in silenzio, non consumando petrolio, non sporcando e, quando l’amata barca sarà giunta al suo tempo, la spegneremo in modo dignitosamente naturale.

Arch. Rodolfo Foschi